ORIGINE DELLA COOPERAZIONE IN TRENTINO
Don Lorenzo Guetti (1847 - 1898), il prete del Bleggio, fu, invece, il fondatore del movimento
cooperativo trentino ed ideatore della sua completa struttura organizzativa.
In Trentino il movimento cooperativo era guidato dal clero, e in particolare dai parroci dei piccoli
centri rurali, che essendo a diretto contatto con i problemi e la miseria dei contadini e artigiani,
erano l'unica figura che poteva conquistare la loro fiducia.
Don Guetti molto attento e sensibile alla drammatica situazione che caratterizzava il mondo
contadino, si impegnò per la creazione di una delle prime cooperative, la "Famiglia Cooperativa"
(28/09/1890).
A distanza di due anni, a Quadra, sempre per iniziative di Don Guetti, nasceva la prima Cassa Rurale
sul modello Raffeisen, con lo scopo principale di unire in un'unica forza i contadini in modo da
avere maggiore possibilità di credito.
Con l'emanazione dell'enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII il 15 maggio 1891, dove si
sottolineava la necessità di intraprendere iniziative in campo economico volte allo sviluppo della
società rurale e del proletariato urbano, e poneva enfasi sulla cooperazione come modello che meglio
rappresentava la concezione ideologica del mondo cattolico, si ebbe una diffusione delle casse rurali
più vasta e che abbracciava diverse regioni.
L'impronta cattolica diventava più pregnante nella guida del movimento cooperativo, egemonizzando
l'intero settore delle casse rurali.
Le Casse Rurali pertanto si svilupparono come strumento e motore per l'elevazione economica, morale e
spirituale delle classi meno abbienti.
Si differenziavano dalle banche popolari, che erano al servizio dei borghesi industriali o grandi
proprietari, perché poggiavano la loro ragion d'essere nella mutualità e non nella ricerca del
lucro, rappresentando l'emblema dell'unione tra proprietari e lavoratori.
Nascita delle Casse Rurali |
La Cassa Rurale di Fiemme |
Mission
La Carta dei Valori del Credito Cooperativo